Dopo il caso Quarto, Chi ne esce più forte? M5s o PD?

mercoledì 16 dicembre 2015

L'economista Lidia Undiemi: "Salva banche, sfiduciamo governo e Ue"



"Non è soltanto la Boschi ma tutto il governo e l’Unione europea che vanno “sfiduciati” per avere messo in piedi un sistema di salvataggi bancari che non lascia scampo ai risparmiatori italiani."
Questo è il commento dell'econimista su ilFattoQuotidiano.it riguardante la truffa del "salva-banche" innescata da questo Governo illegittimo per favorire Banca Etruria, ormai nota come la banca dei Boschi.

L'economista continua: 

"Il governo ha accettato senza fiatare la proposta dell’Europa di ridurre ai minimi termini una tutela così importante. E’ un problema molto serio, perchè le nuove regole sul salva banche sono state progettate per crisi sistemiche ben più grandi rispetto a quelle di Banca Etruria e degli altri istituti di credito su cui si sta sperimentando la “risoluzione”.

martedì 15 dicembre 2015

La satira di Crozza che sputtana il PD: "Renzi peggio di Mussolini"

MOZIONE M5S PER SFIDUCIARE LA BOSCHI, GUARDATE COS'HA FATTO GRASSO, PRESIDENTE DEL SENATO! VERGOGNA!



LA SFIDUCIA ALLA BOSCHI? GUARDATE COSA E’ APPENA SUCCESSO IN SENATO! Il MoVimento 5 Stelle questo pomeriggio ha chiesto di calendarizzare urgentemente la mozione di sfiducia al Ministro Boschi per i fatti che tutti conoscete. Guardate e valutate voi la decisione del Presidente Grasso. Poi aiutateci a diffondere in rete!
Posted by MoVimento 5 Stelle Senato on Martedì 15 dicembre 2015

lunedì 14 dicembre 2015

Clamoroso dalla Gruber, Mieli ammette: "Vorrei tanto non dare ragione a Di Maio, ma non ci riesco"



Posted by Politici ladri tutti in galera on Lunedì 14 dicembre 2015
















Paolo Milei, Presidente di RCS Libri ospieta a "Otto e mezzo", in maniera clamorosa, dopo aver ascoltato la grande lezione di Luigi Di Maio su come impedire questi abusi da parte delle banche, ammette: "Vorrei riuscire a non dargli ragione, ma purtroppo non mi riesce"

Andrea Scanzi demolisce Renzi: "Al Pacioccone Mannaro non è andata bene una"


Andrea Scanzi non usa mezzi termini e sul suo editoriale va addosso all'ebetino di Firenze. Descrive la settimana della vergogna PD, dal salve-banche truffa, alla Leopolda:

"Povero Renzi. Era difficile immaginare un disastro più fragoroso di quello che ha caratterizzato la sesta Leopolda. Al Pacioccone Mannaro non ne è andata bene una. Il caso “salvabanche”, drammaticamente sottovalutato e sempre più inquietante, ora dopo ora, anche per gli enormi conflitti di interesse che lo caratterizzano. La decisione di scappare da un incontro all’Università, terrorizzato dalle contestazioni. L’imposizione di una Leopolda blindatissima, con i risparmiatori truffati tenuti a debita distanza come lebbrosi per non sporcare la festa (?), e tutto questo dopo il flop dell’operazione gazebo “Pd coraggio” di una settimana prima."

Continua a leggere l'editoriale di Andrea Scanzi

Fenomenale Beppe Grillo:" Vogliamo togliere le pensioni d'oro e finanziare il Reddito di cittadinanza"



Ci sono 100.000 persone in Italia che ci costano 13 Miliardi di € perchè percepiscono una pensione che va da 10.000 € al mese a 92.000 € al mese.Noi vogliamo eliminare le pensioni d'oro e usare questi soldi per finanziare il REDDITO DI CITTADINANZA!
Posted by Beppe Grillo on Lunedì 4 maggio 2015

Di Maio dalla Gruber massacra la Boschi: "C'è un conflitto d'interessi, deve dimettersi"


ULTIM'ORA - Ospite ad "Otto e mezzo" il pentastellato Luigi Di Maio esprime il pensiero suo e del M5S sul caso Boschi e il decreto "Salva-Banche" (voluto apposta dal Governo Renzi per aiutare i suoi amici banchieri). Come al solito, la Gruber (affiancata da un altro sevo, Mieli) prova a mettere in diffcoltà il portavoce del M5S, prendendo l'ennesima cantonta




domenica 13 dicembre 2015

Ufficiale, il M5S HA PRESENTATO MOZIONE DI SFIDUCIA ALLA BOSCHI: "DEVE DIMETTERSI"


M5S, ANNUNCIA SFIDUCIA MINISTRO BOSCHI
+++ ULTIM'ORA ++++ DI BATTISTA: IL M5S ANNUNCIA LA MOZIONE DI SFIDUCIAPER IL MINISTRO BOSCHI +++ DIFFONDI ---> CONDIVIDISeguici su W IL M5S
Posted by W IL M5S on Domenica 13 dicembre 2015

sabato 12 dicembre 2015

Un giornalista coraggioso sputtana la Boschi in diretta TV


Giornalista incastra la BOSCHI
Giornalista mette a tacere la BOSCHI @ Otto e MezzoGRANDE ---> GUARDA & CONDIVIDI --->Seguici su W IL M5S
Posted by W IL M5S on Sabato 12 dicembre 2015

Marco Travaglio sputtana la Boschi in maniera colossale

venerdì 11 dicembre 2015

Stangata "natalizia" di Renzi a Artigiani e pensionati



+++ RINGRAZIATE RENZI ! +++ Servizio di La7: La stangata di #Natale a pensionati, partite Iva e piccole imprese! Colpa del Governo...Proprio in queste ore il MoVimento 5 Stelle sta cercando di arginare tutto ciò in 'Legge di Stabilità'.
Posted by Michele Dell'Orco on Giovedì 10 dicembre 2015

Basta un minuto al grandissimo Di Maio per spiegare la legge truffa renziana di stabilità


LUIGI DI MAIO CI SPIEGA LA TRUFFA DELLA LEGGE DI STABILITA'
SEMPRE GRANDE Luigi Di Maio in 1 min ci spiega la truffa della LEGGE RENZIANA DI STABILITA' GRANDE VERITA' !!! ONESTO E TRASPARENTE ---> GRAZECONDIVIDI ---> Seguici su W IL M5S
Posted by W IL M5S on Venerdì 11 dicembre 2015

"LA BANCA DEI BOSCHI ERA UN MERCATO DI SCAMBI POLITICI" CLAMOROSE DICHIARAZIONI DI UN DIRETTORE DI BANCA ETRURIA


"Banca Etruria era diventata un mercato di scambi politici"
+++ INCASTRATA LA BOSCHI E LA BANCA DEL PADRE +++ ECCO IL VIDEOBanca Etruria era diventato un grande mercato di scambi e favori politici, sulle spalle dei risparmiatori. E’ la denuncia di un direttore di Banca registrata dalla trasmissione di La 7 “Piazza pulita” che ha realizzato un’intera puntata sulla vicenda dell’Istituto di Via Calamandrei. Una situazione fuori controllo quella in cui era arrivata la banca aretina ---> CONDIVIDI ---> SEGUICI SU W IL M5S
Posted by W IL M5S on Venerdì 11 dicembre 2015

Deputato M5S sputtana il Governo Renzi in diretta da Mentana: "Hanno salvato le banche grandi"


giovedì 10 dicembre 2015

Una cittadina truffata dal salva banche sputtana il governo Renzi in diretta su "PiazzaPulita"


SIGNORA SPUTTANA MANOVRA SALVA BANCHE
ASCOLTATE ATTENTAMENTE LE PAROLE DI QUESTA DONNA ---> BANCHE ISIS --> DICE UNA GRANDE VERITA' ---<> RENZI E GOVERNO SPUTTANATO --> CONDIVIDI ---< Seguici su W IL M5S
Posted by W IL M5S on Giovedì 10 dicembre 2015

Boschi difende il salva banche "Governo non fa favoritismi"

"La banca in cui lavorava mio padre? Il governo non fa favoritismi". Maria Elena Boschinon vuol sentir parlare di conflitto di interessi nel caso dei quattro istituti bancari falliti e poi salvati dal governo,

"Mio padre è stato vicepresidente per 8 mesi fino a quando il governo ha commissariato Banca Etruria, ma il governo non fa favoritismi o leggi personali", ha detto il ministro delle Riforme durante la presentazione dell'ultimo libro di Vespa, "Ovviamente ci sono due piani diversi: sul piano politico non c'è alcun disagio: il governo è intervenuto per aiutare quattro banche ed evitare che chiudessero. Ora, seppure ridimensionato, queste banche avranno un futuro. Il governo ha fatto ciò che riteneva giusto e possibile fare. Ma conosco mio padre: è una persona perbene e avverto un senso di colpa perché l'attenzione su di lui c'è perché è mio padre. Ma siamo una famiglia molto solida e affronteremo questo momento".
Dopo il suicidio di un pensionato che aveva investito i suoi risparmi proprio nella banca di papà Boschi, il ministro annuncia però nuove misure: "Stiamo approfondendo un intervento ulteriore nella legge di stabilità per andare incontro agli obbligazionisti straordinari", ha detto, "Ci sono varie ipotesi di interventi di carattere di solidarietà: dobbiamo capire quanto intervenire a livello pubblico e quanto trovare soluzioni alternative".

mercoledì 9 dicembre 2015

PANICO A BALLARO': LO SCRITTORE PENNACCHI DICE LA VERITA' SUL GOVERNO RENZI: "FANNO SOLO CHIACCHERE"


Panico a Ballarò: Pennacchi dice la verità sul... di bigcocomero

PETROLIO AI MINIMI, BENZINA AL MASSIMO: ECCO CHI SPECULA SULLA PELLE DEGLI ITALIANI


Arriva l’esposto alla Ue: la benzina è troppo cara
Le quotazioni del petrolio crollano toccando il minimo dal 2009. Perché l’Italia resta ai vertici della classifica Ue?
Mentre le quotazioni del petrolio crollano toccando il minimo dal 2009, l’Italia è ai vertici della classifica Ue per i prezzi di benzina e gasolio.
“Si faccia luce sulla dinamica dei listini dei carburanti nel nostro Paese”, tuona il Codacons annunciando un esposto alla commissione Europea e all’Antitrust.

Con una media di 1,340 euro per un litro di gasolio, l’Italia si piazza al secondo posto della classifica Uedove il diesel costa di più. Peggio di noi fa soltanto il Regno Unito dove il diesel costa 1,543 euro al litro. Sul fronte della benzina, invece, con 1,475 euro al litro, il Belpaese occupa la quarta posizione, dietro ai Paesi Bassi (1,545 euro al litro), al Regno Unito (1,502 euro al litro) e alla Danimarca (1,499 euro al litro). Tutti Paesi dove, tuttavia, il reddito medio è ben più elevato del nostro. “Un litro di benzina costa in Italia quasi il 20% in più rispetto al media europea – denuncia il presidente Carlo Rienzi – mentre per il gasolio la differenza col resto d’Europa raggiunge il +18%. Una differenza inaccettabile, causata in parte da unatassazione eccessiva, in parte da un allineamento troppo lento dei listini alle quotazioni del petrolio”.

Proprio il mancato ribasso dei prezzi alla pompa, spiega il numero uno del Codacons, porta oggi gliautomobilisti in viaggio per il ponte dell’Immacolata ad affrontare una stangata pari a 30 milioni di euro solo per i rifornimenti di carburante. “Per tale motivo – conclude Rienzi – presenteremo un esposto alla Commissione Ue e all’Antitrust, affinché aprano una apposita indagine sui prezzi di benzina e gasolio in Italia”.

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Di Maio a "Porta a Porta" smerda le infamità di Vespa e gli da una grossa lezione di politica



DI MAIO PRIMA PARTE A PORTA A PORTA
Posted by INFORMATi on Mercoledì 9 dicembre 2015

"STRISCIA LA NOTIZIA" SCOPRE LA FREGATURA DELL'AEREO DI RENZI A DANNO DEI CITTADINI


LA FREGATURA DELL'AEREO DI RENZI
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Posted by W IL M5S on Mercoledì 9 dicembre 2015

Figuraccia cosmica di Romani (FI) contro Di Maio sul voto di scambio

Polverini contestata al ristorante: "Roma sanguina e voi pensate a mangiare"



la cena è andata di traverso a Renata PolverIni: l'ex governatore del Lazio e ora eletta alla camera dei deputati con Forza Italia, ha subito una dura contestazione nella serata di venerdì mentre cenava in un ristorante della Capitale.
Insieme alla Polverini c'erano circa dieci persone, tra cui l'ex candidato FI alle comunali Enrico Folgori e l'ex presidente Cotral, attuale consigliere regionale, Adriano Palozzi. Durante la serata un gruppo di persone, in maggioranza giovani, è entrato nel locale esponendo uno striscione provocatorio: "Loro mangiano e Roma sanguina, senza risorse, senza sanità pubblica", come si può leggere dalle immagini del breve video che gli stessi contestatori hanno pubblicato on line dagli stessi contestatori.
Ma la protesta non si è certo limitata allo striscione. Una donna ha urlato contro i presenti al ristorante: "Voi che senza ritegno magnate, che è il vostro hobby più grande, vedo che siete in carne, siete in forma. Anche domenica una straordinaria Marcia per la Vita con i vostri amici di Forza nuova e Militia Christi, voi, lei in particolare che la vita l'avete strozzata, tagliando la sanità della regione Lazio, vi dovete vergognare". Parole cui sono seguiti i cori "fascisti infami, bastardi" e "vergogna, vergogna".
Dopo un primo tentativo di replica la Polverini ha rinunciato a polemizzare, finchè i contestatori sono stati allontanati dal personale del locale e da alcune persone al seguito della deputata. Tanti e trasversali i messaggi di solidarietà arrivati in seguito alla deputata azzurra. Oltre ai compagni di partito tra cui Renato Brunetta e Mara Carfagna, anche il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti è intervenuto esprimendo "solidarietà a Renata Polverini, Adriano Palozzi e Enrico Folgori per l'aggressione verbale che hanno subito la scorsa sera a Roma. Simili episodi – ha detto Zingaretti - non possono essere tollerati e vanno condannati sempre in maniera chiara e decisa".

Napoli, crollano due edifici della facoltà di veterinaria della Federico II


Ecco cosa è successo poco fa a Napoli. Due edifici della facoltà di veterinaria della Federico II crollati sotto gli...
Posted by Roberto Fico on Mercoledì 9 dicembre 2015

lunedì 7 dicembre 2015

Direttore del "Tempo" dice falsità sul M5S, la conduttrice lo smerda


AMICONE,NON DICE LA VERITA'.
QUESTO VA DENUNCIATO SUBITOLUIGI AMICONE DIRETTORE DEL GIORNALETTO TEMPI.QUESTA MATTINA NEL PROGRAMMA OMNIBUS LA7HA DETTO IL FALSO RIGUARDO I SOLDI CHE RESTITUISCE IL M5STELLE.
Posted by Oronzo Cuppone on Lunedì 7 dicembre 2015

domenica 6 dicembre 2015

CLAMOROSE DICHIARAZIONI DELLA PIDDINA RICCHIUTI: "IL PD HA INGANNATO I SUOI ELETTORI, MEGLIO GRILLO DI BERLUSCONI"


"Questo è un governo di tattica" - "Alfano è inadeguato, il PD doveva costringerlo alle dimissioni" - "Le decisioni non le prendono i parlamentari del PD ma il partito" - "Sicuramente meglio Grillo di FI"

Il video su Napolitano censurato dai media

Beppe Grillo scrive agli italiani: "Non abbiamo più tempo, dobbiamo mandarli a casa"

"L’Italia deve diventare una comunità, nessuno deve essere lasciato indietro. E’ intollerabile, inumano, vedere le file di esodati, sfrattati, disoccupati alle mense della Caritas mentre chi ha sprofondato il Paese nella miseria si muove con la scorta, l’auto blu, senza alcuna preoccupazione economica. I partiti sono i primi responsabili di questa situazione, hanno occupato lo Stato, lo hanno svenduto, spolpato da dentro. Ora, queste persone si presentano, grazie ai giornali e alle televisioni che controllano, come i salvatori della patria, proprio loro che l’hanno affossata, usata per i loro interessi.
L’Italia ha le tasse tra le più alte del mondo, uno dei maggiori debiti pubblici, un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, che ha fatto emigrare in pochi anni un milione e mezzo di ragazzi italiani, diplomati, laureati con il sacrificio dei loro genitori.
E’ ora di dire basta, questa commedia deve finire o finirà il Paese. Non abbiamo più tempo, dobbiamo mandarli tutti a casa. Tutti coloro che fanno parte di questo marcio sistema, devono andarsene, sparire, ma prima devono giustificare il loro eventuale arricchimento. Io non chiedo il tuo voto, non mi interessa il tuo voto senza la tua partecipazione alla cosa pubblica, il tuo coinvolgimento diretto, se il tuo voto per il M5S è una semplice delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci. Questo Paese lo possiamo cambiare solo insieme, non c’è alternativa. Usciamo dal buio e torniamo a rivedere le stelle. Lo Stato deve proteggere i cittadini o non è uno Stato, per questo va istituito il reddito di cittadinanza. Io sono Stato, tu sei Stato, noi siamo Stato. Riprendiamoci l'Italia."Beppe Grillo
20 punti per uscire dal buio:

  1. Reddito di cittadinanza

  2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa

  3. Legge anticorruzione

  4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato

  5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti

  6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni

  7. Referendum propositivo e senza quorum

  8. Referendum sulla permanenza nell’euro

  9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese

  10. Unasolaretetelevisivapubblica,senzapubblicità,indipendentedaipartiti

  11. Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato

  12. Massimo di due mandati elettivi

  13. Legge sul conflitto di interessi

  14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica

  15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali

  16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza

  17. Abolizione dell’IMU sulla prima casa

  18. Non pignorabilità della prima casa

  19. Eliminazione delle province

  20. Abolizione di Equitalia

Il video censurato di Monti dove ammette di aver distrutto l'economia italiana

sabato 5 dicembre 2015

Di Maio smaschera l'ennesimo spreco del Governo Renzi: "150 milioni in un aeroporto inutile"


DI MAIO GRANDISSIMO A IMOla
ASCOLTATE IERI Luigi Di Maio A IMOLA, con centinaia di persone nonostante il gelo!!" La prima misura PER VALUTARE UNA FORZA POLITICA E' VEDERE CHI LA FINANZIA!"ASCOLTATE COME VI RACCONTA L'ENNESIMO SCHIFO CON CUI RENZI SPERPERA I NOSTRI SOLDISEGUICI SU W IL M5S
Posted by W IL M5S on Sabato 5 dicembre 2015

Di Battista piange in piazza dopo aver parlato con un gruppo di manifestanti


Il deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista, dopo una durissima giornata in Parlamento, si è lasciato andare. In questa foto lo si vede piangere. L’immagine è stata pubblicata su Facebook da un cittadino li presente e riporta la seguente descrizione: “Questo è un momento che tocca il cuore. Alessandro Di Battista torna commosso dopo aver parlato con un gruppo di manifestanti di Caserta”.
Il motivo? La stabilizzazione degli stessi, che attendono ormai da anni e che il Governo Renzi ignora più che mai.

I 5 STELLE BECCANO LA SERRACCHIANI: "HA TENTATO DI AUMENTARSI L'INDENNITA'"

Elisabetta Batic sul Gazzettino: “Non è andato a buon fine il tentativo della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale di aumentare l’indennità di trasferta e rimborso spese per le missioni della presidente della Regione Debora Serracchiani e della sua Giunta. Si trattava di un incremento di 30 mila euro inserito all’interno della Finanziaria 2014, al vaglio in questi giorni dell’Assemblea legislativa, ma stoppato di fatto da un emendamento del Movimento 5 Stelle.
Emendamento che proponeva di stornare i 30mila euro in questione per farli confluire nel Fondo per lo sviluppo destinato alle piccole e medie imprese che i grillini già da mesi alimentano rinunciando a parte dei loro stipendi. Vuoi per mancanza di attenzione o per una lettura troppo frettolosa dell’emendamento è stata votata dai 5 grillini proponenti mentre l’astensione del centrosinistra ha permesso al M5S di fare goal col blitz di Elena Bianchi, Cristian Sergo, Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin e Andrea Ussai.
«Sai com’è – commenta la consigliera Frattolin – ora che la presidente è così impegnata a Roma …». Impossibile, infatti, non rilevare che il tentativo di aumentare l’indennità di trasferta della presidente arriva all’indomani del suo nuovo incarico all’interno della segreteria nazionale del Pd al fianco di Matteo Renzi.”

Fonte---->http://www.laretenonperdona.it/

RENZI, BOSCHI E TUTTO IL PD NELLA BUFERA. I PICCOLI RISPARMIATORI TRUFFATI PRONTI ALLA PROTESTA DAVANTI ALLA CAMERA


Sanguina il cuore pulsante del Pd, quello dei piccoli risparmiatori delle zone rosse, rovinati dal “salva-banche”. I parlamentari sono sotto assedio. Da giorni Donella Mattesini, che ad Arezzo è stato vicesindaco, non riesce neanche ad andare a comprare il giornale: “Quando esco – racconta – la sento per strada la fatica, la rabbia. Persone che hanno perso tutto, i risparmi di una vita. Sì, temo contestazioni alle nostre iniziative”.
E chissà se è un caso che ad Arezzo, città della Boschi e del crack di banca Etruria, il ministro delle Riforme non sarà ai banchetti del Pd: “Andrà ad Ercolano” dicono al Pd. Rabbia, frustrazione, amarezza. Le mail dei parlamentari sono intasate da centinaia di segnalazioni di persone che si sono “fidate” delle quattro banche salvate (Etruria, Marche, Chieti e Ferrara) e che ora si ritrovano titoli che sono carta straccia. Pensionati, “vecchiette”, piccoli risparmiatori, impiegati: “Ho perso trentamila euro, la metà dei risparmi di una vita. All'Etruria mi hanno fatto vedere un foglio, dei miei soldi non resta niente”, “Siamo le vittime di quel decreto non riesco più a dormire da giorni. Mi hanno preso i soldi che mi aveva lasciato mio padre”. Arezzo è un inferno. E l’allarme, in vista dei banchetti del Pd, è scattato.
Ecco il resoconto del Corriere di Arezzo di sabato scorso: “C’è chi è entrato in banca urlando, chi invece si è lasciato andare a commenti decisamente accesi, e chi nella disperazione più totale, ha puntato il dito contro l’intero sistema politico economico”. I sindacati raccontano sono numerose le minacce arrivate ai dipendenti delle quattro banche salvate dal governo. Difficile, in questi giorni, vederli uscire da soli. Sempre in gruppo, per paura di essere assaliti. L’altro giorno, in occasione dell’assemblea del gruppo del Pd, il parlamentare Marco Donati, è sbottato coi suoi colleghi: “Se non mettiamo mano a questa cosa io ad Arezzo non ci posso mettere piede”.
Sul cellulare del presidente del Consiglio sono arrivati centinaia di sms. Intasato pure quello di Francesco Boccia, il presidente della Commissione Bilancio in questi giorni sepolto vivo dagli emendamenti: “Francè – si è sentito ripetere da decine di parlamentari – dobbiamo far passare in commissione l’emendamento del governo sennò ci ammazzano”. In pubblico, tutto lo stato maggiore del Pd toscano ostenta sicurezza. Donati e il segretario regionale Parrini, in una nota congiunta, annunciano l’emendamento per istituire un fondo di solidarietà a tutela dei risparmiatori. In privato, l’ansia prende il posto delle certezze. Sussurra chi in queste ore ha parlato con la Boschi che è molto contrariata per come Bankitalia si è mossa in questa vicenda. Il crack delle banche rischia di produrre il crack del Pd nella zone rosse. La verità è che il premier e il suo stato maggiore non si aspettava questo effetto quando, su consiglio del “finanziere renziano” Davide Serra, ha autorizzato Padoan a concordare col governatore di Bankitalia Visco la riforma delle popolari. L’idea era di autorizzare la riforma delle Popolari perché, di fronte a buchi e voragini, era l’unico modo per far arrivare capitali stranieri: “E invece – dice un parlamentare del Pd delle zone rosse – si sono azzerati i risparmi dei piccoli risparmiatori italiani, che si sono ritrovati nella bad bank”.
Bad bank, ecco il motivo di un certo nervosismo sul Mef e Bankitalia, perché la vecchietta di Arezzo viene di fatto trattata come quelli che giocavano in borsa con Cirio e Parmalat. Prosegue il parlamentare che rischia le contestazioni e vorrebbe a sua volta contestare: “Come diavolo la reggiamo questa? Dicono i puri della finanza: hanno sbagliato a comprare azioni delle banche, è la partecipazione al capitale dell’impresa, se va male perdi tutto. Peccato che la parte che va male nell’impresa è finita nella bad bank e la parte buona finisce nella newco che sarà appetibile agli investitori in doppio petto che vincono a Milano o a Londra”.
E nelle zone rosse queste cose le capiscono. Per questo l’ansia corre sul filo del telefono: “Va trovata troviamo una soluzione”. Walter Verini, ex braccio destro di Veltroni, è reduce da un tour nella sua Umbria, Città di castello, Perugia, Gualdo Tadino, Sigillo, un piccolo comune andato totalmente sul lastrico: “Ho visto angoscia vera e disperazione. Si tratta di persone che in buona fede, non per speculare, hanno accolto consigli per investire risparmi, tfr, liquidazioni, fidandosi del bancario sotto casa e ora hanno perso i risparmi della vita. Per carità, il governo ha fatto un decreto utile perché sennò la situazione sarebbe stata più drammatica e questi signori oltre ad obbligazioni e azioni avrebbero visto intaccati i depositi, i conti correnti. Ora stiamo lavorando su un emendamento per venire incontro a questa situazione”.
Urla e proteste anche nelle banche delle Marche. Con le associazioni dei consumatori scatenate. “Il clima è di nervosismo enorme – dice la parlamentare marchigiana Alessia Morani - e gli azionisti sono arrabbiati. Difficile non condividere la rabbia. Io pure consiglio azioni giudiziarie a chi ha combinato il disastro, ma il Pd che c’entra? Noi stiamo cercando di correggere il decreto del governo che comunque sarebbe stato peggio se non ci fosse stato”. L’emendamento è nero su bianco. Annunciato il giorno prima dei banchetti. Il cuore rosso del Pd sanguina in attesa che passi e si capisca quanta emorragia riesce a fermare.

venerdì 4 dicembre 2015

Cosa pensano in Germania di Grillo e dei media italiani

Lavora per qualche mese in Olanda e 50 anni dopo gli arriva una lettera: “Ecco la sua pensione”

Il commerciante cagliaritano Carlo Coco racconta la vicenda con toni ancora increduli



CAGLIARI. Mai se lo sarebbe aspettato, quegli otto mesi di lavoro da operaio in Olanda non erano che un'esperienza lontana e quasi dimenticata della propria vita. Così quando riceve una lettera da Rotterdam lui, ex rappresentante di commercio cagliaritano, pensa a uno scherzo: “Egregio signor Carlo Coco, le comunichiamo che avendo lei compiuto i 65 anni di età ha diritto a ricevere il trattamento pensionistico relativo al periodo di lavoro prestato nei Paesi Bassi nel 1971“. Poi il conteggio: 48 euro al mese. A seguire, le condizioni per incassarlo.
Superato lo stupore, Coco mostra il documento alla moglie olandese, conosciuta proprio a quei tempi: “Ti sembra possibile che dopo quarantadue anni si siano ricordati di me? Hanno trovato anche il mio indirizzo di Quartu Sant'Elena“. La risposta è glaciale: "Normale, certo". Normale forse nel nord Europa, dove alle leggi corrispondono atti conseguenti, dove il cittadino paga le tasse e in cambio riceve servizi, dove gli uffici sono uffici e non rifugi di burosauri svenuti. Uffici organizzati e precisi, al punto di rintracciare un ragazzo sardo, oggi settantenne, che quasi mezzo secolo prima aveva cercato fortuna in un paese lontano, per poi cedere al mal di Sardegna. La sua terra, dove la nebbia e il freddo non ci sono e non condizionano la vita, perché a quello pensa la burocrazia. Infatti è qui, nel dialogo a distanza Italia-Sardegna-Olanda, che la vicenda si complica. Il pagamento dell'assegno è legato a un banale adempimento: è necessario che l'istituto di previdenza italiano compili un modulo coi dati del pensionato e che lo spedisca all'indirizzo di Rotterdam indicato nella comunicazione. Una formalità semplicissima, ma non per l'Inps. Passano infatti due anni e Coco non riceve alcuna notizia del suo assegno.
Così, più che altro per curiosità, riprende in mano la lettera olandese e si accorge che c'è un numero di telefono, un servizio da interpellare per ottenere informazioni: “Vuoi vedere che la pratica si è arenata? In fondo tutto il mondo è paese“. Coco ci pensa, è diviso tra la speranza di rivalutare gli uffici italiani e l'idea di incassare comunque quel piccolo assegno. Alla fine chiama l'Olanda e rappresenta il problema. L'operatore gli passa all'istante un interprete che lo ascolta, consulta il terminale e in pochi minuti gli fornisce la risposta: “Signor Coco, non abbiamo ricevuto il modulo del suo istituto di previdenza, per questo non abbiamo potuto ancora spedirle quanto le spetta“.
C'era da aspettarselo: l'ufficio olandese s'impegna a rintracciarlo dopo quarantadue anni per versargli una pensione insperata, quello italiano non è in grado di spedire un modulo. Un semplice modulo, rimasto impigliato nella ragnatela dei nostri uffici.
Ma Coco non si arrende, tiene a freno l'ira e facendo voto di pazienza si reca all'Inps: “Ha ragione - gli notifica un imbarazzato ma gentilissimo funzionario - il documento è ancora qui, l'ho trovato, ci siamo dimenticati di trasmetterlo. Ci scusi, rimediamo subito“. Detto e fatto, stavolta lo mandano davvero e dopo qualche giorno da Rotterdam arriva un plico. C'è un assegno circolare da 48 euro più un altro con gli arretrati dei ventiquattro mesi perduti per colpa dell'Inps, con inspiegabili scuse per il ritardo: sette giorni. Una bella sorpresa ma anche uno schiaffo morale affibbiato alla burocrazia italiana.
La storia però non finisce qui, perché mesi dopo la previdenza olandese si fa viva per la seconda volta, una nuova articolatissima lettera: “Egregio signor Coco, in base al provvedimento emanato dal nostro governo lei ha diritto a una rivalutazione del suo trattamento previdenziale pari al trenta per cento“. In allegato un assegno con la cifra maturata a partire dall'entrata in vigore della nuova norma e gli arretrati più le immancabili scuse per il ritardo.
Coco scuote la testa, sorride, sventola la missiva davanti agli occhi disincantati della moglie e decide che forse una storia così è degna di essere raccontata: “Certo 62 euro al mese non mi cambiano la vita - avverte, parlando con il cronista - però insomma, se penso a quello che passiamo noi in Italia quando abbiamo a che fare con questi problemi...“. Poi un dubbio, che racchiude un mondo e rappresenta la sintesi perfetta del rapporto cittadino-Stato in Italia: “Senta, ma non sarà che dopo il suo articolo, Equitalia mi tassa pure questi quattro soldi?“. Speriamo di no signor Coco, speriamo proprio di no.
FONTE--->http://lanuovasardegna.gelocal.it/

Irruzione dei lavoratori a comizio Forza Italia: "Vi abbiamo votato, ora siamo senza stipendio"

EURO, ARRIVA LA CONFERMA DELL’UE: CI HANNO SEMPRE TRUFFATO


Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’€uro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perchè le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’EUROSISTEMA. Ma cos’è quest’Eurosistema? 
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l’On Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn:
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione Articolo 117 del regolamento Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?
Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta:
IT E-000302/2012 Risposta di Olli Rehn a nome della Commissione (12.3.2012)
L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di indebitarsi. Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:
La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione.
E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario. Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.
Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo. Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato. Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.
Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito alle banche commerciali (Draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%). Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.
Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari targata USA, siedono ai vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman.
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.
L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile. Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.
A tutti noi un in bocca al lupo. 

GUARDA IL VIDEO: "L'EURO DI CHI E'?" di Giacinto Auriti (Economista)



Di Maio. "Sulle banche il vero problema è che oggi è la politica che va dietro alle banche e non le banche che vanno dietro alle persone!"



Sulle banche il vero problema è che oggi è la politica che va dietro alle banche e non le banche che vanno dietro alle persone!Prendetevi 10minuti di tempo per ascoltare uno strepitoso Luigi Di Maio!MASSIMA CONDIVISIONE!
Posted by MoVimento 5 Stelle Camera on Venerdì 4 dicembre 2015

giovedì 3 dicembre 2015

Virginia Raggi (M5S) a "L'aria che tira": "Roma è a pezzi come altre città governate da PD e FI"



Virginia Raggi ex portavoce M5S consigliere Roma Capitale a #LariaCheTira: "#Roma è ridotta in macerie come tutte le altre città amministrate da #PD e #FI!”Enrico Stefàno Marcello De Vito Capogruppo M5S Roma Daniele Frongia M5S Roma Movimento Cinque Stelle di Roma
Posted by Massimo Enrico Baroni portavoce M5S alla Camera dei Deputati on Giovedì 3 dicembre 2015

CANONE RAI OBBLIGATORIO? RENZI LO USA PER ASSUMERE I SUOI LECCAPIEDI! ALLA FACCIA DELLA ROTTAMAZIONE


Il renziano della prima ora Antonio Campo Dall’Orto (sarà alla Leopolda settima prossima), premiato dal presidente del Consiglio prima con la nomina nel cda di Poste e poi con la direzione generale della tv pubblica, sta rapidamente plasmando la Rai a sua immagine e somiglianza. A partire dalle nomine di dirigenti esterni, in un’azienda che – con 12mila dipendenti, 321 dirigenti, 1882 giornalisti – non sembra esattamente a corto di risorse umane (e tra poco, col canone di 100 euro infilato in bolletta, tantomeno di quelle finanziarie). Prima di ridisegnare l’offerta del servizio pubblico per farne una grande «media company» (una delle formule aziendalesi amate dall’ex manager di Mtv), Campo Dall’Orto ha iniziato a ridisegnare l’organico chiamando persone di fiducia, sua o dei ministri renziani. Come il nuovo capo dell’ufficio stampa, l’appena nominato Luigi Coldagelli, che si sposta in viale Mazzini da via Arenula, sede del ministero della Giustizia. Fino all’altro giorno infatti era il portavoce del ministro Andrea Orlando: direttamente dal governo alla tv pubblica. Prima ancora nel suo curriculum – che conta diverse esperienze da autore tv e giornalista anche in Rai – si trova poi un nome che è sempre il miglior lasciapassare per la Rai: Walter Veltroni (portavoce di «Uòlter» sindaco e poi anche segretario del Pd). Profili di sicura competenza, ma certo un metodo di selezione lontano dallo slogan sulla «Rai libera dai partiti» che Renzi ogni tanto sfodera.Nuove assunzioni anche al vertice dell’Ufficio legale della Rai, e qui le chiacchiere dei corridoi puntano sul dato anagrafico del neo direttore nominato dai rottamatori renziani: 64 anni. La scelta dei vertici aziendali per quel delicato ruolo, per cui erano papabili fior di dirigenti interni (a partire da Valerio Fiorespino, attuale capo delle risorse umane) è caduta ancora una volta su un esterno, l’avvocato Pierpaolo Cotone, proveniente dal board di una banca, Bnl (Bnp Paribas), in precedenza Telecom e Alitalia.Poi c’è il capitolo Mtv, l’azienda da cui proviene Campo Dall’Orto. Il dg Rai ha cominciato a fare shopping di dirigenti pescando a piene mani da lì. Da Mtv arriva il suo nuovo capostaff, Guido Rossi, che a Mtv guidava le relazioni istituzionali e i grandi eventi della rete, «esperto di media generazionali». Ancora da Mtv viene assunto in Rai un altro top manager, Gian Paolo Tagliavia, una vecchia conoscenza di Campo Dall’Orto che con lui ha lavorato per un quindicennio prima a Mtv e poi a La7, dove Tagliavia ha curato la diffusione sulle diverse piattaforme digitali per catturare il pubblico più giovane. Esattamente quello che il dg vorrebbe fare in Rai, tradizionalmente più vista dal pubblico più anziano. Perciò Tagliavia arriva in Rai come «responsabile della strategia del digitale non lineare, cioè di tutte le attività sul web, mobile, social network e tv connesse del servizio pubblico» riassume Prima comunicazione.Altro arrivo esterno, in un’altra poltrona di primissimo piano, come direttore del marketing Rai, è quella di Cinzia Squadrone, proveniente da Discovery Italia dove era responsabile dello sviluppo del brand del gruppo televisivo. Ma c’è anche, tra i nuovi assunti, Lucia Nicolai, «sua ex collaboratrice a Mtv» scrive il blog TvZoom, chiamata come consulente per fare da supervisor sul palinsesto di Rai4. E, sussurrano i bene informati, a prenderne le redini appena Campo Dall’Orto avrà i poteri di amministratore delegato e quindi di nomina diretta, senza passare dall’ok della presidenza o del cda. E poi c’è il nuovo responsabile editoriale dell’informazione Rai, Carlo Verdelli, che per la prima volta nella storia della tv pubblica avrà la supervisione di tutti i canali informativi Rai. Ma la lista non sarebbe finita, secondo un’interpellanza fatta dal senatore Gasparri ci sarebbe l’assunzione «di un dirigente all’auditing, signora Rosetta Giuliano». E c’è la nuova Direzione Creativa Rai che aspetta un nuovo direttore, magari esterno. Tutte nomine dirigenziali, o anche di top manager, che si collocano nella fascia retributiva più alta (dai 150mila euro in su, fino ai 650mila l’anno del direttore generale, tanto il tetto agli stipendi è stato dribblato con l’emissione di bond). E pensare che il giro di nomine vero e proprio – direttori di rete, direttori di tg, l’esercito di vicedirettori – ancora non è arrivato.


Luca Laurenti assolto per omesso versamento Iva: “Dopo riforma fiscale del governo non è più reato”



Luca Lurenti assolto dall’accusa di evasione fiscale grazie a un decreto attuativo della delega fiscale del governo Renzi. Il noto presentatore televisivo, storica spalla di Paolo Bonolis, era accusato dal pm Salvatore Ronsivalle di un omesso versamento Iva per 237mila euro. Ma le nuove soglie di punibilità, entrate in vigore durante l’estate, depenalizzano l’omesso versamento sotto i 250mila euro, quintuplicando la precedente soglia di punibilità penale che era fissata a 50mila. Il giudice Teresa Ferrari da Passano ha quindi sentenziato che il fatto non costituisce più reato. In un secondo capo d’imputazione, in cui era accusato di un omesso versamento dell’Iva di 400mila euro, Laurenti è stato invece assolto per mancanza di dolo.
Già nel 2012 Laurenti era stato coinvolto in una vicenda di evasione fiscale nell’ambito di un contenzioso tributario, in cui gli erano state anche pignorate sei case nel centro di Milano. Il processo si concluse in fase d’appello con sentenza favorevole a Laurenti: rimborso da parte del Fisco di oltre 15 mila euro più2.500 euro per le spese legali.

Le soluzioni del M5S per creare lavoro



SOLUZIONI PER CREARE LAVOROQuante volte sentiamo dire: “IN ITALIA MANCA IL LAVORO”?Ne parliamo insieme nel settimo video della campagna di informazione con cui affrontiamo i problemi REALI dei cittadini e spieghiamo le PROPOSTE del Movimento 5 Stelle. Oggi ci occupiamo di SOLUZIONI per: - RISOLVERE IL PROBLEMA DEL CONFLITTO DI INTERESSI DEI POLITICI - AUMENTARE LA CONCORRENZA- AUMENTARE I POSTI DI LAVOROVi prego di CONDIVIDERE, ma soprattutto di VEDERE questo video INSIEME a tutti coloro che sono interessati a veder risolti questi problemi. QUESTI VIDEO STANNO FACENDO CAPIRE A MILIONI DI ITALIANI CHE IL MOVIMENTO È FATTO ANZITUTTO DI PROPOSTE PER I CITTADINI. A DIRE SEMPRE DI NO È IL PD!!P.S. A questo link trovate la raccolta di tutti i video SOLUZIONI 5 STELLE: https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videosPer chi vuole ricevere le notifiche di tutti i miei post (altrimenti è Facebook a selezionare i contenuti per voi) basta cliccare dal computer su "✓ Ti piace" a questa pagina pubblica e poi su "Ricevi le notifiche”.
Posted by Alessandro Di Battista on Sabato 21 novembre 2015

Barbara Lezzi a Coffe Break umilia il PD: "Avete salvato il culo alla banca della Boschi e non volete il reddito di cittadinanza!"



LA LEZZI DISTRUGGE IL PIDDINO TADDEI: " SALVATE IL CULO ALLA BANCA DELLA BOSCHI MA POI NON APPROVATE IL REDDITO DI CITTADINANZA PER AIUTARE I CITTADINI"
Posted by INFORMATi on Giovedì 3 dicembre 2015

Zanetti (Scelta Civica): Farei un monumento a Nogarin

mercoledì 2 dicembre 2015

Il PD chiede le dimissioni dei 5 stelle, la loro risposta è EPICA!



***CONDIVIDIAMO*** questo video dove urliamo in faccia al Pd che è pieno zeppo di abusivi eletti con una legge elettorale INCOSTITUZIONALE.Sono 60 secondi in cui rispondo al Pd che vergognosamente invitava tutti i 5 stelle a dimettersi!
Posted by Danilo Toninelli on Mercoledì 2 dicembre 2015

Reddito minimo, giunta M5s a Livorno dà ok a bando per cento famiglie: “Per spesa, bollette o debiti”



Livorno, non solo emergenza rifiuti e polemiche infuocate sul caso Aamps: nei giorni scorsi la giunta grillina guidata da Filippo Nogarin ha infatti compiuto importanti passi avanti per il lancio del reddito minimo di cittadinanza e per lo sbarco a “Coop-town” (come nel 2011 definì polemicamente Livorno l’allora consigliere regionale Pdl Marco Taradash) dopo anni di infuocate polemiche del marchio Esselunga. “Il M5s sta cambiando Livorno” ha scritto nei giorni scorsi dal suo blog Beppe Grillo, proprio mentre a Livorno stava scoppiando il caos Aamps: “In questo contesto – accusava il comico – passa sotto silenzio l’accordo concluso da Nogarin con Esselunga e che il Comune sta per avviare un reddito di cittadinanza utilizzando i soldi che ha scelto di non tagliare con le manovre lacrime e sangue che pretende il Pd”.
Il progetto sperimentale di un “reddito minimo di dignità” prevede uno stanziamento di circa 300mila euro da destinare per sei mesi – tramite bando – a un centinaio di famiglie che si trovano in difficili condizioni economiche: ogni mese una famiglia potrà insomma disporre di 500 euro per fare la spesa, pagare l’affitto o bollette, oppure ripianare debiti. Il progetto ha recentemente incassato il via libera in commissione consiliare: l’ok definitivo del consiglio comunale dovrebbe arrivare a breve. “Stiamo ultimando il bando – spiega a ilFattoQuotidiano.it l’assessore al sociale Ina Dhimgjini – tutto dovrebbe esser pronto entro Natale. Si tratta di una sperimentazione semestrale: la speranza è che si possa riproporre il progetto magari attingendo anche a contributi regionali, ministeriali o europei”. L’assessore precisa: “Stiamo parlando di un progetto condiviso dalla giunta realizzato grazie ai fondi del settore sociale: nessuna spesa aggiuntiva”. I beneficiari delle risorse verranno scelti in seguito alla composizione di una specifica graduatoria allestita sulla base di precisi requisiti (numero dei componenti del nucleo familiare, età, l’Isee, il beneficiare o meno di ammortizzatori sociali, ecc): “Dietro all’erogazione di un contributo dev’esserci ovviamente un’evidente e chiara utilità sociale per la famiglia”. 
Il Movimento 5 Stelle ha fatto un decisivo passo avanti anche in vista dell’apertura a Livorno di un supermercato Esselunga. La giunta ha infatti approvato una delibera con cui si avvia il procedimento per la variante urbanistica che dovrà modificare la destinazione d’uso dell’area su cui sorgerà la grande struttura commerciale (4mila metri quadri di vendita e 700 parcheggi pubblici), un’area non più utilizzata da 15 anni di cui Esselunga è proprietaria dal 2003. Il patron Bernardo Caprotti (autore diFalce e carrello in cui denuncia ostacoli allo sbarco del suo gruppo nelle regioni “rosse”) attendeva questo momento da più di un decennio: le precedenti amministrazioni infatti non gli avevano mai concesso il via libera. E’ proprio a tal proposito che Grillo parla di “cortina di ferro Pd-Coop“. L’apertura del punto vendita è prevista per fine 2017 e dovrebbe portare sul territorio circa 200 posti di lavoro: una vera e propria boccata d’ossigeno per una città messa in ginocchio da una grave crisi occupazionale. “Dopo un vergognoso ostruzionismo durato 14 anni – ha dichiarato Nogarin al Corriere della sera – finalmente il grande supermercato arriva a Livorno. Credo che anche questo sia un atto di democrazia”.